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09 Febbraio 2026

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Gennaio 2026


Un nuovo studio condotto dai ricercatori del RIKEN Center for Sustainable Resource Science (CSRS) in Giappone ha gettato luce sugli effetti reali di fertilizzanti e pesticidi nelle coltivazioni di mandarini. Attraverso analisi statistiche avanzate, il team guidato da Yasunori Ichihashi ha svelato un complesso compromesso: meno chimica favorisce la vita nel sottosuolo, ma espone i frutti a maggiori rischi superficiali.

La sfida dei dati dal "mondo reale"
A differenza delle ricerche condotte in laboratorio, questo studio ha analizzato frutteti commerciali in 12 prefetture giapponesi. Per isolare gli effetti delle pratiche agricole dalle variabili ambientali (come clima, età degli alberi e tipo di suolo), i ricercatori hanno utilizzato tecniche statistiche tipiche dell'economia, come la pesatura di probabilità inversa.

Pubblicato in Ambiente


Un team di ricercatori del Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (CNIO), guidato dall'oncologo di fama mondiale Mariano Barbacid, ha raggiunto un traguardo storico: la completa eliminazione dell'adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac) nei topi. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS, segna un cambio di passo fondamentale nella lotta contro il tumore al pancreas, noto per la sua estrema aggressività.

Pubblicato in Medicina


Un'importante ricerca internazionale, guidata dalle Università di Verona e Milano e pubblicata sulla prestigiosa rivista Immunity, ha svelato un paradosso terapeutico: le stesse cellule che aiutano i tumori a crescere possono essere la chiave per curare le paralisi causate da lesioni del sistema nervoso.

Il paradosso dei Macrofagi TAM
I macrofagi sono le sentinelle del nostro sistema immunitario. Tuttavia, nei tumori, queste cellule vengono spesso "corrotte" dall'ambiente circostante e si trasformano in TAM (Tumor-Associated Macrophages). In questo stato, invece di combattere il cancro, lo aiutano a diffondersi, stimolando la crescita di nuovi nervi all'interno della massa tumorale per renderla più aggressiva.

Pubblicato in Medicina


Uno studio condotto dall’Università Sapienza di Roma in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia IRCCS ha rivelato un retroscena inedito sul funzionamento della nostra mente: la rappresentazione spaziale del tempo non è una funzione predefinita, ma una "strategia di riserva" che il cervello attiva quando i suoi orologi interni perdono precisione.

Il tempo nel linguaggio: una mappa invisibile
Nel quotidiano, usiamo costantemente lo spazio per descrivere il tempo: diciamo di "lasciarci il passato alle spalle" o muoviamo le mani da sinistra verso destra per indicare un prima e un dopo. Persino la fisica di Einstein ci parla di "spaziotempo". Ma perché accade? È una predisposizione naturale o un trucco evolutivo?

Pubblicato in Scienza generale

Una sepoltura di 12.000 anni fa, rinvenuta in Calabria, è diventata il fulcro di una ricerca rivoluzionaria pubblicata sul New England Journal of Medicine.

Grazie alla paleogenomica, gli scienziati hanno risolto un enigma medico preistorico, trasformando un’antica sepoltura in un vero e proprio caso di "genetica clinica" d'altri tempi.

Pubblicato in Medicina

 

Un team internazionale, guidato dalle Università di Tubinga e Reading insieme alla Senckenberg Nature Research Society, ha portato alla luce in Grecia i più antichi strumenti in legno mai maneggiati dall'uomo. I reperti, rinvenuti nel sito di Marathousa 1 nel Peloponneso centrale, risalgono a ben 430.000 anni fa, spostando all'indietro di almeno 40.000 anni la cronologia di questa tecnologia portatile.

Pubblicato in Antropologia


Una coalizione internazionale di ricercatori, con un importante contributo italiano (Cnr-Ispaam, Università di Tor Vergata e IRCCS Neuromed), ha individuato in un particolare abitante del nostro intestino, il Dysosmobacter welbionis, un potenziale alleato rivoluzionario contro le malattie del metabolismo.

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Gut, rivela che questo batterio possiede una capacità unica: converte il mio-inositolo (una sostanza presente in legumi, cereali e frutta) in acido butirrico, una molecola fondamentale per proteggere il fegato e regolare il metabolismo.

Pubblicato in Medicina

 

Il volto del nostro Pianeta è cambiato: oggi la fauna selvatica rappresenta appena il 4% della biomassa dei mammiferi terrestri, mentre il restante 96% è diviso tra esseri umani (36%) e animali da allevamento (60%). Parte da questo dato sbalorditivo la nuova edizione della Meat Free Week, l'iniziativa del WWF che, dal 26 al 30 gennaio, si inserisce nel mese del Veganuary per promuovere una riflessione profonda sulle nostre abitudini alimentari.

Attraverso la campagna Our Future, il WWF utilizzerà i propri canali social per illustrare 6 ragioni fondamentali per cui ridurre il consumo di proteine animali sia una scelta necessaria per la salute globale, il clima e la salvaguardia della biodiversità.

Pubblicato in Ambiente


Una nuova tesi di dottorato presso l’Università di Jyväskylä (Finlandia) ha esplorato il potenziale dei composti di origine vegetale nel neutralizzare i virus che colpiscono l'uomo. Lo studio non si è limitato all’analisi delle sostanze in sé, ma ha anche testato con successo l'integrazione di estratti vegetali e derivati del legno all'interno di materiali d’uso comune. I risultati aprono la strada a soluzioni antivirali innovative per la sanità e la vita quotidiana.

I virus capaci di mutare rapidamente e diffondersi su larga scala rappresentano una sfida costante per la salute pubblica, come dimostrato dalla pandemia di COVID-19. Nonostante i progressi in campo vaccinale, molti patogeni restano privi di cure specifiche, rendendo urgente lo sviluppo di nuove strategie per abbatterne la carica infettiva.

Pubblicato in Scienza generale

 

Una ricerca internazionale ha perfezionato la datazione al radiocarbonio dei reperti marini, migliorando drasticamente la precisione con cui possiamo ricostruire le vicende umane sulla costa cantabrica (Spagna) di circa 18.000 anni fa. Si tratta di un passo avanti fondamentale per la comprensione del Maddaleniano, una fase cruciale della preistoria europea.

Il lavoro, coordinato dall'Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale dell'Università Autonoma di Barcellona (ICTA-UAB), ha stabilito nuovi parametri di correzione per analizzare resti organici come le conchiglie rinvenute nei siti archeologici del nord della Penisola Iberica. Lo studio ha visto la collaborazione di esperti delle università di Salamanca e Cantabria, della Società di Scienze Aranzadi e del Max Planck Institute in Germania.

Pubblicato in Antropologia
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