Primi 1.000 giorni di vita: ecco come si modella il sistema immunitario dei bambini

Il sistema immunitario dei bambini nei loro primi anni di vita non è incompleto o “immaturo” come si è creduto per molto tempo. Si tratta, al contrario, di un apparato altamente specializzato e dinamico, programmato specificamente per gestire il delicato passaggio dall'utero materno all'ambiente esterno.
Questo nuovo paradigma scientifico emerge da una revisione pubblicata sulla rivista Nature Immunology dal team internazionale del progetto IDEAL (Immune Development in Early Life). Lo studio – che vede la collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il Boston Children’s Hospital, la Columbia University e la Yale School of Medicine – individua nei primi 1.000 giorni (dal concepimento ai primi 2-3 anni) una finestra temporale decisiva per lo sviluppo delle difese e per il rischio futuro di sviluppare asma, allergie o risposte insufficienti ai vaccini.
Dagli scarti della canapa alle proteine del futuro: la svolta "green" della ricerca italiana

Le infiorescenze della canapa industriale, storicamente considerate un sottoprodotto difficile da smaltire o valorizzare, sono pronte a trasformarsi in una risorsa preziosa per l'alimentazione sostenibile. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ACS Food Science & Technology, frutto di una collaborazione internazionale che vede in prima linea l'Università di Padova e l'Università di Camerino, insieme a partner scientifici di Dublino e della Repubblica Ceca.
Grazie a tecnologie estrattive pulite, i ricercatori sono riusciti a ricavare dagli scarti vegetali delle polveri proteiche stabili, ideali per integratori, mangimi e alimenti plant-based.
Tecnologia pulita: acqua, ultrasuoni e microonde
Fino a oggi l'industria ha sfruttato la canapa soprattutto per l'edilizia, il tessile e la produzione di oli, lasciando inesplorato il potenziale delle sue proteine. Il team di ricerca ha colmato questo vuoto sviluppando un processo di estrazione ecologico sulla varietà di Cannabis sativa denominata "Finola". Il metodo esclude solventi chimici nocivi e si affida unicamente all'acqua, potenziata dall'azione di microonde e ultrasuoni.

