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Il segreto dei fiori: scoperto il "regista" molecolare che crea la vita nel seme

Carlo Rossini 13 Mar 2026


Uno studio internazionale guidato dall'Università Statale di Milano e dalla Humboldt-Universität di Berlino, pubblicato su Nature Communications, svela come le piante selezionano la cellula madre fondamentale per la riproduzione.

La "scelta" decisiva nell'ovulo
Nelle angiosperme, le piante a fiore che dominano i paesaggi terrestri, la riproduzione avviene all'interno di una struttura microscopica chiamata ovulo. In questo ambiente protetto, avviene un passaggio critico: la pianta deve "scegliere" un'unica cellula tra tante per trasformarla nella Cellula Madre delle Megaspore (MMC). Questa cellula è l'unica destinata a generare il gamete femminile e, successivamente alla fecondazione, l'embrione.

Ma chi decide quale cellula debba assumere questo ruolo speciale? Fino ad oggi, i meccanismi molecolari dietro questa selezione chirurgica erano avvolti nel mistero.

Il circuito molecolare: proteine e ormoni
I ricercatori hanno identificato un vero e proprio "circuito di controllo" che governa il differenziamento cellulare. Il processo si basa sull'interazione tra tre attori principali:

Fattori trascrizionali MADS-domain: Due proteine appartenenti a questa famiglia, note per regolare lo sviluppo delle piante agendo direttamente sul DNA.

Proteina SPL/NZZ: Il fattore SPOROCYTELESS/NOZZLE, che funge da mediatore.

Auxina: Un ormone vegetale fondamentale.

Lo studio dimostra che i fattori MADS-domain formano un complesso con la proteina SPL/NZZ. Questa unione permette all'auxina di accumularsi con estrema precisione in una specifica zona dell'ovulo. È proprio la risposta delle cellule a questo ormone a determinare quale di esse cambierà identità, diventando la progenitrice dei gameti.
Non si tratta solo di comprendere i complessi ingranaggi della natura. La capacità di controllare la formazione dei gameti ha ricadute dirette sulla nostra vita quotidiana.

"Queste conoscenze possono contribuire a migliorare la fertilità e la produttività delle colture", spiega Lucia Colombo, coordinatrice della ricerca e docente presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano. "Svelare questi processi ci permette di sviluppare strategie più efficaci e sostenibili per l’agricoltura del futuro, garantendo una migliore sicurezza alimentare".

Comprendere come nasce un seme significa, in ultima analisi, avere gli strumenti per proteggere e potenziare la produzione di cibo in un mondo che cambia, rendendo le piante più resilienti e produttive.

Ultima modifica il Giovedì, 12 Marzo 2026 12:42
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