Tre gocce su un bicchiere di carta, dieci secondi di respiro, poi il bicchiere resta a una trentina di centimetri dal naso per tutta la notte. Così, secondo il comunicato dell’Università di Kyushu, dodici donne giapponesi hanno usato per due settimane l’olio essenziale della radice di hinoki, il cipresso giapponese Chamaecyparis obtusa.
Lo studio è uscito su Journal of Wood Science il 1° settembre 2026, come versione accettata e non ancora definitiva. Il primo autore è Fadilla Zennifa, il responsabile è Kuniyoshi Shimizu, della Facoltà di Agraria di Kyushu. Il manoscritto è arrivato alla rivista il 5 agosto 2025 ed è stato accettato il 21 luglio 2026, quasi un anno dopo. ScienceDaily lo ha ripreso il 6 ottobre.
Le partecipanti avevano fra 35 e 60 anni, 46 in media, e un sonno disturbato. Lo schema è incrociato. Ogni donna ha usato l’olio di hinoki per due settimane e per altre due un controllo senza odore, l’olio di squalano, e così ciascuna fa da confronto a sé stessa. La prova è in cieco singolo, cioè le partecipanti non dovevano sapere quale olio stavano usando. Nella parte dell’articolo consultata non sono indicati l’ordine delle due fasi, un eventuale sorteggio, la pausa fra le due fasi e i criteri di ingresso.
Il sonno è stato misurato in quattro modi. Un questionario giapponese, l’OSA nella versione MA, valuta come ci si sente al risveglio. Un elettroencefalogramma registra le onde lente, il segno del sonno profondo. Uno smartwatch conta i risvegli notturni. Una scala visiva raccoglie i giudizi delle donne sull’odore e sull’umore.
Secondo gli autori, con l’olio di hinoki le onde lente aumentano dal settimo giorno. Dopo il tredicesimo migliorano la sonnolenza al risveglio e il recupero della fatica, due dei fattori del questionario, e lo smartwatch registra meno risvegli. Le donne giudicano l’odore più rilassante, confortevole, elegante e nostalgico del controllo, e anche più forte e più amaro. Le sostanze più abbondanti nell’olio sono l’alfa-pinene, il delta-cadinene, il gamma-cadinene, il limonene e l’alfa-muurolene.
Nel testo disponibile in redazione non compaiono valori numerici, test statistici o intervalli di confidenza. Su dodici persone il margine di incertezza di ogni misura è largo, e gli autori stessi presentano il lavoro come pilota.
L’olio lo ha fornito la Ouken, un’azienda di Takamatsu, nella prefettura di Kagawa che dà il nome al prodotto. Tre degli otto autori sono affiliati alla Ouken. Il lavoro è sostenuto dall’Università di Kyushu e da una collaborazione con la stessa azienda. Gli autori scrivono che la Ouken non ha avuto parte nel disegno, nell’analisi, nell’interpretazione e nella stesura, e dichiarano di non avere interessi finanziari in conflitto. La dichiarazione sta accanto a tre firme aziendali.
Resta da capire quanto la prova fosse davvero cieca. Il controllo era inodore, e le partecipanti hanno giudicato l’olio di hinoki più forte nell’odore. Una donna che sente un profumo deciso capisce di non avere in mano il controllo. Le misure soggettive, il questionario e le scale visive, sono le più esposte a questo effetto. Lo smartwatch e l’elettroencefalogramma lo sono meno.
Il titolo di ScienceDaily promette un sonno più profondo con poche gocce. Il lavoro riferisce che in dodici donne, per due settimane, alcune misure del sonno si sono mosse nella direzione sperata. Per andare oltre servono più partecipanti, un sorteggio dichiarato, i numeri dei risultati e un controllo che abbia anch’esso un odore.
Bibliografia
Zennifa F., Isa A., Tomimatsu E., Xu Y., Taki R., Yasutomi H., Yasumori N., Shimizu K., «Sleep improvement by Kagawa Hinoki root volatiles in middle-aged women: a home-based pilot study», Journal of Wood Science, 2026, versione accettata pubblicata online il 1° settembre 2026, accesso aperto. doi: 10.1186/s10086-026-02296-3
Kyushu University, comunicato ripreso da ScienceDaily, «A Few Drops of This Japanese Tree Oil May Help You Sleep More Soundly», 6 ottobre 2026.
*Board Member, SRSN (Roman Society of Natural Science)
Past Editor-in-Chief Italian Journal of Dermosurgery

