La stella che sfiora il buco nero, e che potrebbe dirci se gira

Immagini ottenute con il Very Large Telescope dell'ESO che mostrano la stella S301 mentre percorre la propria orbita attorno a Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Crediti: ESO/GRAVITY collaboration. Licenza Creative Commons Attribution 4.0.
S301 passa a dodici unità astronomiche da Sagittarius A* e viaggia a 25.000 chilometri al secondo. Nessuna stella nota arriva così vicino. Per questo può misurare qualcosa che nessuno ha mai misurato.
Al centro della Via Lattea c’è un buco nero di 4,3 milioni di masse solari. Si chiama Sagittarius A*. Attorno gli girano decine di stelle, catalogate una a una da trent’anni.
Ora ce n’è una nuova, e batte tutti i record. Si chiama S301. Compie un giro in 8,7 anni, il periodo più breve mai osservato. Al momento di massimo avvicinamento passa a 1,78 miliardi di chilometri dal buco nero: dodici volte la distanza Terra-Sole, poco più di quella che separa il Sole da Saturno. E in quel punto corre a circa 25.000 chilometri al secondo, oltre l’8 per cento della velocità della luce. Il lavoro è della collaborazione GRAVITY+ ed è uscito su Nature il 19 agosto.
Risolto il mistero di Paleodictyon: identificato l'architetto che tesse esagoni nei fondali marini da mezzo miliardo di anni

Paleodictyon. Il fossile proviene dall'Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni)
Presente nei fondali oceanici fin dal Cambriano (da ben 530 milioni di anni), Paleodictyon rappresenta uno dei rompicapi paleontologici più duraturi della storia. Si tratta di un'articolata rete di gallerie a maglie esagonali riscontrabile sia in forma fossile — come nei reperti dell'Eocene superiore (35 milioni di anni fa) provenienti dall'Appennino Piacentino — sia nei fondali marini attuali a 3.500 metri di profondità lungo la Dorsale Medio-Atlantica.
Nel corso dei secoli la paternità di questa struttura, disegnata persino da Leonardo da Vinci, è stata attribuita di volta in volta ad alghe, spugne, vermi o amebe giganti. Tuttavia, nessun osservatore aveva mai avvistato direttamente l'organismo costruttore.
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